Cosa si intende per stabilizzatore di immagine?
Meglio uno stabilizzatore ottico o digitale?

Eccomi pronto come sempre, per rispondere alle tue domande sul frenetico Mondo della fotografia.

L’argomento dell’approfondimento di oggi è lo stabilizzatore di immagine.
Una caratteristica inventata da Canon nel 1995 ma che negli ultimi anni ha avuto un vero e proprio boom di richiesta, da parte di fotografi professionisti e amatoriali, per via dei grandi vantaggi che offre durante la fase di scatto

Scopriamo insieme il motivo di questa crescita esponenziale, analizzando nel dettaglio questo particolare "accessorio fotografico" e scoprendo finalmente la differenza tra lo stabilizzatore ottico e digitale.

Stabilizzatore di immagine

Lo stabilizzatore d'immagine consiste in un movimento meccanico dei componenti della fotocamera, per tentare di contrastare il micromosso fotografico.
Un fenomeno  causato dalle forze esterne che agiscono sul corpo macchina e più precisamente dagli impercettibili movimenti della mano quando si scatta.

Stabilizzatore di immagine Canon

Un meccanismo di stabilizzatore di immagine Canon

Stabilizzatore immagine e tempo limite di scatto

Prima di continuare a parlare di stabilizzatore d'immagine, introduciamo due variabili che sono strettamente correlate con questo argomento: 

  1. Il tempo limite di scatto
  2. Il concetto di stop fotografico

Il tempo limite di scatto è un valore teorico ricavato dalla seguente formula:

1/lunghezza focale usata = tempo limite di scatto


Questo valore, rappresenta il tempo di posa più lungo che si può utilizzare con la propria fotocamera a mano libera, senza rischiare di incappare in una foto mossa.

In termini pratici vuole dire che se tu stai fotografando con una lunghezza focale di:

  • 30 mm, avrai un tempo limite massimo pari a 1/30s.
  • 60 mm, avrai un tempo limite massimo pari a 1/60s.
  • e via dicendo.

Usando un tempo più lento di quello indicato dalla formula, sarai costretto ad utilizzare un treppiede o un appoggio di fortuna per avere una foto completamente nitida.

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La scala dei tempi d’esposizione

Per calcolare questa formula dovrai basarti sulla famosa scala dei tempi d’esposizione.
Ossia la scala dei tempi, espressa in secondi sulla quale si basa l'otturatore fotografico:

1/8000 – 1/4000 – 1/2000 – 1/1000 – 1/500 – 1/250 – 1/125 – 1/60 – 1/30 – 1/15 – 1/8 – 1/4 – 1/2 – 1″ – 2″ – 4″ – 8″ – 16″ – 30″ 

Gli stop in fotografia

Lo stop di luce è:

Una unità di misura fotografica, che indica una diminuzione o un aumento della luce che colpirà il sensore della fotocamera.


Questa variazione agisce sempre in base ad un determinato rapporto moltiplicativo: 

  1. Aumentando di uno stop il tempo d’esposizione, raddoppierà la quantità di luce che colpirà il sensore.
  2. Diminuendo di uno stop il tempo d’esposizione, verrà dimezzata la quantità di luce che colpirà il sensore della fotocamera.
stabilizzatore d'immagine scala tempi

La scala dei tempi di esposizione e il concetto di stop di luce.

Se qualcosa non ti è chiaro non ti preoccupare, avremo modo di approfondire il discorso legato agli stop di luce quando parleremo del famoso triangolo dell'esposizione.

Per adesso ricordati queste poche nozioni e tieni sempre a mente il fattore di crop del sensore.

Questo valore determina la "reale focale" che stai utilizzando, quindi se in base a questo fattore cambia la focale, dovrà cambiare anche il tempo limite (1/lunghezza focale usata).

Non sai di cosa sto parlando?

Meglio che clicchi sui linki precedenti 😉

Stabilizzatore di immagine: a cosa serve?

La stabilizzazione d’immagine serve ad aumentare il valore del tempo limite di scatto, una caratteristica estremamente utile in molte situazioni in cui ti troverai a fotografare. Situazioni in cui una corretta impugnatura della fotocamera e una mano ferma non basteranno per portare a casa un buon risultato.

Esistono obiettivi stabilizzati in commercio che permettono diversi gradi di aumento di stop di luce: generalmente si parla di 2 stop ma possono anche essere 3 o 4.

E cosa significa?

Penso che il modo migliore per spiegartelo sia con un esempio.

Immagina di fotografare con la tua fiammante full-frame, così eliminiamo qualsiasi pensiero dovuto al fattore di crop e ci concentriamo sulla stabilizzazione.

Stai fotografando con un obiettivo con una lunghezza focale di 60mm:

  • NON stabilizzato. Il tempo limite di scatto (1/f) sarà uguale a 1/60s.
  • Stabilizzato a due stop. Il tempo limite di scatto sarebbe sempre 1/60s ma applicando la stabilizzazione, il tempo limite aumenterà di due stop diventando 1/15s. Un tempo di scatto limite ben più agevole del precedente, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità.
  • Stabilizzato a quattro stop. Il tempo minimo di scatto sarebbe 1/60s ma applicando la stabilizzazione, il tempo limite aumenterà di ben quattro stop diventando 1/4s.
    Un tempo di posa impensabile con un obiettivo normale.
... 1/125 - 1/60 - 1/30 - 1/15 -1/8 -1/4 - ..


Hai capito che potenzialità può avere la stabilizzazione di immagine

Non ti fidare sempre dello stabilizzatore d'immagine

Il valore di stop è una caratteristica dichiarata dalle ditte costruttrici, non prenderla come oro colato.
Per ottimizzare questo sistema e essere sicuri di avere foto nitide, personalmente preferisco dimezzare i valori dichiarati.

Quindi per esempio, se uso uno stabilizzatore ottico che prevede una correzione di 4 stop di luce, io uso sempre come limite 2 stop.

Ricordati inoltre che la stabilizzazione d’immagine compensa solo i movimenti del fotografo.
Quindi non ha nessun effetto sui movimenti del soggetto e sul conseguente mosso creativo.

Inoltre ti segnalo che questa funzione è inutile e anche controproducente se decidi di fotografare con un treppiede.

stabilizzatore ottico

Il selettore per attivare lo stabilizzatore d'immagine ottico.

Stabilizzatore ottico o digitale?

In base ai diversi componenti che partecipano attivamente alla stabilizzazione possiamo avere un:

  • Obiettivo stabilizzatostabilizzatore ottico
  • Sensore stabilizzato o stabilizzatore digitale

Nella prima classe la componente meccanica che si muove per cercare di effettuare la stabilizzazione si trova all'interno della lente.
Mentre nella seconda classe è presente tra le componenti del sensore e quindi è all'interno della fotocamera.

Come puoi facilmente immaginare questa non è l’unica differenza tra i due differenti tipi di stabilizzatore immagine, nei prossimi paragrafi ti spiegherò le principali caratteristiche dello stabilizzatore ottico e di quello digitale, quindi non mollare proprio ora.

stabilizzatore ottico o digitale

Una fotocamera con stabilizzatore di immagine digitale la Sony alpha a700

Stabilizzatore ottico: obiettivo stabilizzato o no?

Lo stabilizzatore ottico presente sull’obiettivo è sicuramente il più “antico” tra i due sistemi appena analizzati.

Il primo obiettivo stabilizzato fu infatti inventato da Canon già nel 1995, mentre Nikon arrivo sul mercato con un ritardo di circa cinque anni.
Da allora si è assistito a una veloce e inesorabile evoluzione del processo di stabilizzazione d’immagine, con una complessità sempre più crescente dell’ottica.

Stabilizzatore ottico: obiettivo stabilizzato e non stabilizzato quale differenza

A livello meccanico la differenza è enorme visto che cambia completamente il sistema ottico presente.

Gli obiettivi stabilizzati sono molto più complessi e presentano al loro interno uno o più gruppi ottici aggiuntivi, che si muovono regolati da dei sensori giroscopici.
Sono questi impercettibili movimenti che permettono la stabilizzazione dell’immagine finale.

Nel video sottostante puoi vedere il funzionamento di un obiettivo stabilizzato Canon.

Stabilizzatore ottico: come capire se un obiettivo è stabilizzato?

Ma quale è la differenza tra un obiettivo stabilizzato e uno normale?

Per capire se la tua ottica è stabilizzata o meno, devi guardare le sigle presenti sul barilotto della tua lente.

Lo so!

Ci sono sempre mille scritte diverse e spesso si rischia di confondersi, ma ti assicuro che non è così complicato.

Le sigle variano a seconda della marca utilizzata ma vogliono dire tutte la stessa cosa e una volta che capisci questo concetto il più è fatto.

Per esempio, negli obiettivi stabilizzati potrai trovare:

  • Sigle Canon: IS (Image Stabilization)
  • Sigle Nikon: VR (Vibration Reduction)
  • Sigle Tamron: OS (Optica Stabilizer)
  • …..

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Stabilizzatore ottico VR

Poi per ognuna di queste categorie, potrai avere dei sottogruppi di sigle che presentano generalmente una numerazione crescente. 

Per esempio le sigle Nikon sono:

  • VR1: è più obsoleta ed è solitamente presente negli obiettivi di fascia medio economica.
  • VR2: di ultima generazione, con una maggiore efficienza del sistema e quindi una maggiore riduzione degli stop.

Non è poi così complicato vero?

Stabilizzatore ottico: mode 1 e mode 2

Infine, per dare un quadro completo sugli obiettivi stabilizzati, ti segnalo che esistono due differenti tipi di stabilizzazione, che presentano ovviamente sigle diverse a seconda della casa produttrice.  

Per quanto riguarda Canon possiamo avere una stabilizzazione:

  1. Mode 1: la modalità più antica, che stabilizza l’immagine sia in verticale che in orizzontale, ideale per i soggetti statici.
  2. Mode 2:  è di più recente invenzione, funziona solo in direzione verticale e non cerca di ridurre i movimenti in orizzontale. Per questo motivo viene usata soprattutto per stabilizzare l’immagine nella tecnica del panning.

Stabilizzatore ottico: active e normal

Per gli obiettivi Nikon abbiamo invece:

  • Normal: la versione classica dello stabilizzatore, quindi con riduzione dei movimenti sia sull’asse verticale che su quello orizzontale. Con la differenza che la modalità normal è indicata anche per il panning, in quanto lo stabilizzatore riconosce il movimento orizzontale della fotocamera e compensa i soli movimenti verticali.
  • Active: questa particolare stabilizzazione serve a smorzare pesanti vibrazioni, ben più ampie del tremolio delle mani durante la fase di scatto. Per esempio potrai utilizzarlo per stabilizzare i tuoi scatti in macchina o in treno.
obiettivo stabilizzato o no

Obiettivo stabilizzato Nikon

Stabilizzatore ottico o digitale: vantaggi e svantaggi dei due sistemi

Tiriamo ora le conclusioni e cerchiamo di stabilire un vincitore tra questi due tipi di stabilizzatore d’immagine.

Il principale vantaggio dello stabilizzatore ottico è quello di poter vedere gli effetti della sua azione direttamente nel mirino mentre stai scattando la tua foto.
Ti assicuro che è una vera goduria osservare l’attenuarsi delle oscillazioni quando lo inserisci.
Inoltre, gli obiettivi stabilizzati permettono una maggior efficacia di questa caratteristica rispetto alla stabilizzazione posta sulla fotocamera.

Gli svantaggi invece sono solamente di natura economica in quanto gli obiettivi stabilizzati oltre a costare parecchio, sono pezzi unici.
Ogni volta che vorrai usare una focale diversa da quella che hai a disposizione, dovrai comprare un'altra lente stabilizzata per avere lo stesso risultato in termini di qualità.

Dimmi che è un fattore di poco conto. 

Al contrario lo stabilizzatore posto nel sensore ti permette di poter usufruire di questa caratteristica su qualsiasi obiettivo tu disponga.

La pecca di questo tipo di stabilizzazione è che è nettamente meno efficace rispetto a quella posta sull’ottica.

Quindi riassumendo:

Stabilizzatore ottico: vantaggi

  • Previsione della stabilizzazione nella fase di scatto attraverso il mirino.
  • Qualità e conseguente efficacia della stabilizzazione di livello superiore.

Stabilizzatore ottico: svantaggi

  • Costo delle ottiche elevato.
  • Devi comprare diversi obiettivi stabilizzati se vuoi agire su tutte le focali.
  • Stabilizzatore digitale: vantaggi

  • Minore spesa
  • Stabilizzatore posto sulla fotocamera quindi “universale” per tutti gli obiettivi.
  • Riesce a bilanciare anche i movimenti rotatori e non solo quelli verticali e orizzontali.
  • Stabilizzatore digitale: svantaggi

  • Non hai previsione della stabilizzazione se non a risultato ottenuto.
  • Efficacia inferiore in termini di stop rispetto allo stabilizzatore posto sull’ottica soprattutto a lunghe focali.
  • Nel video sottostante puoi vedere i movimenti interni delle lenti in uno stabilizzatore ottico.

    Stabilizzatore ottico o digitale? Cosa mi consigli?

    Questa è una di quelle domande che quando ho iniziato ad avvicinarmi alla fotografia non ho dovuto affrontare visto che praticamente non esistevano entrambe.

    Personalmente reputo lo stabilizzatore ottico di qualità decisamente superiore a quello digitale.
    Quindi non mi sono mai posto il problema di stravolgere il mio corredo fotografico per cambiare sistema.

    Non escludo comunque, con gli anni e il miglioramento delle prestazioni, che la stabilizzazione digitale possa avere un vero e proprio boom di utilizzo, soprattutto grazie all’economicità del sistema.

    Fammi contento, lascia un commento

    E anche per oggi questa lezione del nostro corso di fotografia è terminata.

    Pensavo ci fosse poco da dire, ed ecco che scrivo un post da quasi 2000 parole, ma direi che ne è proprio valsa la pena.

    Che dici di premiare questo sforzo con un bel commento o magari una condivisone? 🙂

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    Scritto da:
    Simone Scalise

    Biologo marino di professione e fotografo per vocazione.
    Da oltre vent'anni unisce il suo innato amore per la natura e per i viaggi, all'ardente passione fotografica che lo ha spinto a studiare ogni sfaccettatura che questa forma d'arte possiede.
    Specializzato nella fotografia di paesaggio e in quella naturalistica, gira il Mondo alla ricerca dello scatto perfetto.

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