Quando si parla di formati fotografici (o formati foto) si crea giustamente una gran confusione, perché questo termine è purtroppo associato a concetti anche molto diversi tra loro.

Possiamo per esempio distinguere:

  • I formati foto per le stampe, che si basano sulla dimensione fisica della fotografia e vengono quindi indicati in cm.
  • I formati fotografici di registrazione, che si basano sulla qualità dell'acquisizione dell'immagine e quindi sulla loro compressione (es. raw, jpg...).

Due classificazioni che pur essendo collegate non indicano per niente la stessa cosa.
Cerchiamo quindi di fare subito un po' di chiarezza e di capire una volta per tutte cosa si intende per formati fotografici.

Inizieremo questa rassegna parlando dei formati di registrazione, visto che vengono impostati già durante la fase di scatto, se invece sei interessato ad approfondire solo quelli di stampa puoi raggiungerli agevolmente tramite il menù di navigazione sottostante.

Formati foto di registrazione: jpg, raw e tiff

I formati fotografici di registrazione indicano la qualità con la quale viene acquisita l'immagine, ossia il numero di informazioni che sono contenute in essa.
Rappresentano i formati foto che puoi scegliere dal menù della tua fotocamera, per decidere come salvare il file sulla scheda sd.

Sulla base di questa classificazione possiamo distinguere il formato:

  • JPG o Joint Photographic Experts Group
  • TIFF o Tagged Image File Format
  • RAW o file grezzo

Analizziamoli brevemente per capire qualcosa di più di ognuno.

formati foto raw

Il menu di una fotocamera per scegliere il formato fotografico di registrazione desiderato.

Formato fotografico jpg: il più comune

Il formato jpg è sicuramente quello più usato a livello globale, tutti lo conoscono anche chi non è pratico di fotografia.

È il formato foto che si usa:

  • Sui siti e blog.
  • Sui social come Facebook o Instagram
  • Quando vuoi far vedere le foto su un televisore ai tuoi amici.
  • ...

Peccato che questo formato fotografico sia senza ombra di dubbio il peggiore dei tre analizzati in termini di qualità.

Il jpg è un file immagine compresso e quindi non contiene molte delle informazioni che sono invece contenute nei file raw e tiff.

Questo fattore si traduce in:

  • Una peggior qualità d'immagine finale.
  • Una possibilità di post-produzione fortemente ridotta. Fotografando in jpg non potrai per esempio modificare il bilanciamento del bianco o la nitidezza e avrai anche un raggio limitato di azione per quanto riguarda la modifica dell'esposizione finale.
  • Inoltre ricordati che ogni volta che vorrai ottenere una foto partendo da un file jpg, perderai ulteriore qualità ad ogni passaggio.

I vantaggi del formato jpg

Come puoi notare, quelle elencate sono tutte variabili che per un fotografo sono più che fondamentali per lavorare al meglio ma allora come mai questo formato fotografico è diventato così diffuso?

Perché il jpg ha il grande vantaggio di avere dimensioni molto piccole e rappresenta quindi, il miglior compromesso tra qualità d'immagine e compressione del file.
La differenza di peso tra i diversi formati è notevole, un file jpg di solito pesa 1/3 di un file raw ed è quasi 10 volte più leggero di uno tiff.
Questa diversità si traduce in una miglior performance della scheda sd, che fotografando in jpg riesce così a contenere molte più foto che negli altri due casi.

Un altro fattore che ha facilitato la diffusione di questo formato foto è che il jpg, al contrario del tiff e del raw, è riconosciuto da tutti i dispositivi digitali rendendo molto più facile la condivisione e la diffusione di immagini.

formati foto jpg tiff

La differenza di dimensione tra un file jpg e tiff è notevole.

Formato jpg fine ed extra

Per sopperire ai problemi di qualità grafica dovuti alla compressione di questa tipologia di file, sono state inventate nuove versioni del file jpg come quella fine ed extra.

La differenza sostanziale tra queste classi risiede nel grado di compressione.
Questa variabile nel corso degli anni sta diventando sempre più lieve, migliorando così la qualità finale dell'immagine.

Ma nonostante questi sforzi non ti consiglio di fotografare in jpg se prevedi di stampare le tue foto su carta, perché questo formato fotografico non è neanche paragonabili alla qualità di un file raw o tiff.

Il jpg viene usato quando non si hanno grandi pretese di qualità fotografica e non si prevede un massiccio lavoro di post produzione.

Il formato fotografico tiff

Il formato foto tiff (o tif) è un formato immagine come quello jpg che però non presenta alcuna perdita di dati.
Grazie a questa caratteristica, il file tiff può essere modificata in post-produzione in maniera più massiccia rispetto al formato jpg.
Inoltre ricordati che il tiff non perde di qualità fotografica ogni volta che si salva l'immagine come avviene nel jpg.

Gli aspetti negativi di questo formato fotografico sono che:

  • I file tiff sono molto pesanti se paragonati agli altri due formati fotografici.
  • Nonostante la post-produzione sia più avanzata rispetto al caso precedente, non è a mio avviso paragonabile a quello che puoi ottenere con un file raw.
  • Molte fotocamere non supportano i file tiff ed è quindi impossibile registrarli durante lo scatto. L'unico modo che hai per ottenerli è quello di passare attraverso il file raw e successivamente convertirlo in tiff.
  • Inoltre ricordati che viste le grandi dimensioni del file tiff e il conseguente tempo di elaborazione da parte del sensore, usando questo formato la fotocamera sarà meno reattiva e impiegherà più tempo a essere pronta dopo uno scatto.

Come abbiamo visto per il formato foto jpg, in base alla qualità d'immagine possiamo distinguere diversi tipi di tiff (es. 8bit, 16bit).
Ad ogni modo sappi che questo tipo di formato fotografico viene usato quando si ha la necessita di un'alta qualità fotografica, come per esempio richiede lo sviluppo di stampe di grandi dimensioni.

Hidden Content

Formato foto Raw

Il file raw anche conosciuto come file grezzo o negativo digitale, è il formato fotografico che contiene la quantità maggiore di informazioni.
A differenza di quanto abbiamo visto in precedenza, il raw non è un file immagine vero e proprio e non è quindi già pronto per la stampa.
Questa tipologia di file deve essere elaborato con dei programmi di fotoritocco per essere convertito ai formati adeguati ai dispositivi di stampa.

Ricordati che questo formato fotografico è anche una prova dell'autenticità di uno scatto, perché contiene anche tutte le informazioni relative ai dati della fotocamera (dati exif) è un po' come se fosse un'impronta digitale.

Il grande vantaggio nell'utilizzare il raw è quello di poter effettuare una post-produzione veramente avanzata, che ti permetterà di manipolare ogni dettaglio delle tue immagini.
In questo modo sarà molto più facile correggere eventuali errori dovuti ad impostazioni sbagliate in fase di scatto: profilo colore, bilanciamento del bianco, recupero delle alte luci, nitidezza...
Sono solo alcune delle modifiche che potrai facilmente apportare alla tue foto con pochi click.

formati foto acquisizione

La netta differenza di qualità d'immagine tra il formato fotografico raw e quello jpg.

I difetti del formato foto raw

I difetti maggiori nell'utilizzare questa tipologia di formato fotografico sono dati dalle loro dimensioni, che sono intermedie a quelle jpg e tiff.
Questo fattore implica che utilizzando il raw al posto del jpg potrai immagazzinare molte meno fotografie sulla scheda.

Inoltre in alcune fotocamere questa grande elaborazione di dati può causare un rallentamento dell'intero sistema, rendendo il corpo macchina meno reattivo tra uno scatto all'altro.

Personalmente utilizzo sempre il formato raw, perché permette una completa personalizzazione dell'immagine a fronte di una dimensione del file a mio avviso più che accettabile.
Quindi non posso che consigliarti questa soluzione in ogni situazione in cui ti troverai, soprattutto in condizioni di scatto difficile come quando c'è poca luminosità in scena o ci sono più fonti di luce nella composizione.

Dopo aver chiarito cosa sono i formati di registrazione di un'immagine, passiamo ora ad analizzare i formati fotografici di stampa.

Cosa sono i formati foto di stampa

Il formato foto di stampa è un parametro molto importante in fotografia perché indica la proporzione esistente tra la lunghezza e l'altezza di un'immagine.

Una variabile che con la nascita della fotografia digitale e l'aumento dei formati foto disponibili, ha assunto contorni sempre più misteriosi rendendo difficile la scelta per i fotografi meno esperti.

Cerchiamo quindi di fare subito un po' di chiarezza sull'argomento, analizzando i formati fotografici esistenti.

formati foto aspect ratio

Il formato foto di stampa indica il rapporto esistente tra la lunghezza e l'altezza di un'immagine.

Formati foto 3/2: il più comune

Il formato fotografico più famoso è sicuramente quello che veniva usato anche nelle fotocamere a pellicola, il formato foto 3/2.

Questo formato viene definito classico o standard ed è da sempre quello maggiormente diffuso nelle fotocamere reflex e non solo.

Ma cosa vuole dire 3/2?

Il numero del formato indica il rapporto esistente tra la base e l'altezza dell'immagine.

In questo caso il rapporto esistente è di 3/2 =1,5

Questo valore si basa sulle dimensioni del sensore 35mm, le cui dimensioni sono 24x36.

Infatti come puoi facilmente calcolare il rapporto esistente su questa tipologia di sensore è:

( 36:24=1,5).

Fattore di crop e formati fotografici

Fin qui nulla di strano, un sensore con formato 3/2 realizza foto con lo stesso rapporto di taglia e quindi in 3/2.

Ma allora cosa serve quel valore moltiplicativo di 1,5?

Generalmente i problemi di formato non compaiono finché non si decide di effettuare del crop sulla fotografia, ritagliando la parte che non ci interessa.

In queste situazioni lo sbaglio più grande che puoi fare è quello di ritagliare la foto senza pensare al rapporto originario esistente.
Il rischio è quello di ottenere delle stampe completamente tagliate, o che presentano quei fastidiosi bordi bianchi tipici di una fotografia più piccola del suo formato.

formati foto di stampa

Esempio delle bande che si possono formare ai lati di una stampa, quando si sbaglia formato fotografico.

Come usare i formati di stampa: esempio pratico

Quindi come devo comportarmi?

Per essere sicuro della tua stampa dovrai semplicemente rispettare le proporzioni del sensore, usando il fattore moltiplicativo analizzato.

Facciamo subito un esempio per capire meglio il concetto.

Stai usando una fotocamera da 21 Megapixel con un formato foto di 3/2.
L'immagine risultante presenta queste dimensioni 5616x3744.

Decidi di tagliare parte dello scatto in post-produzione perché non ti convince la composizione.
Il taglio incide prevalentemente sul lato corto della tua immagine, accorciandolo fino a 2000 px

Quanto dovrà essere il lato lungo per rispettare le proporzioni originarie di stampa?

Il lato lungo dovrà essere di 3000px.
Questo valore si ottiene utilizzando il fattore moltiplicativo visto in precedenza:
(2000x1,5= 3000)

Quindi la tua immagine finale per avere un rapporto di 3/2 dovrà essere 2000x3000.
Non è un ragionamento così difficile, vero?
Ovviamente se dovrai trovare la misura del lato più corto dovrai dividere per 1,5 anziché moltiplicare

Ricordati che questo ragionamento andrà applicato a tutti i formati che analizzeremo.

I formati foto con rapporto 3/2

Il formato 3/2 viene ampiamente usato nella fotografia di paesaggio ed è consigliato per quasi ogni genere di scatti in orizzontale.
Il formato di stampa più famoso legato a questo rapporto è il vecchio 10x15 cm già presente nei lontani anni '80.

Ma ne esistono anche molti altri come il:

  • 12x18
  • 13x19
  • 15x22
  • 20x30
  • ...

Tutti questi formati di stampa presentano un rapporto 3/2 o quasi.
Se provi a fare i calcoli degli esempi precedenti puoi vedere come alcune combinazioni non diano un preciso valore moltiplicativo di 1,5 (es. 19/13= 1,46) ma non ti preoccupare questa discrepanza è semplicemente dovuta a un discorso di conversione tra pollici e cm.

formati fotografici 3-2

Il formato fotografico 4/3

Un altro formato fotografico che sta lentamente prendendo piede è il 4/3.

Nato come formato per la visione su monitor è sempre stato lo standard di riferimento per le vecchie televisioni analogiche.
Negli ultimi anni il 4/3 si sta lentamente affermando anche in ambito fotografico, attualmente questo formato è presente in molte fotocamere compatte e in alcune mirrorless come la mia Panasonic Gx 80.

Si tratta di un formato rettangolare come il precedente ma per la sua forma si adatta meglio agli scatti in verticale rispetto al 3/2.

Questo formato è una delle principali causa dei possibili errori di stampa, in caso di ritaglio ricordati quindi di utilizzare sempre il fattore moltiplicativo per trovare la giusta dimensione dei due lati.

In questo caso il fattore è 4/3= 1,3

Il formato fotografico 3/4

Il 3/4 è un formato simile al precedente solo che il lato più lungo non è situato alla base ma è rappresentato dall'altezza.
È un formato fotografico particolarmente indicato per le riprese in verticale.
In questo caso il fattore moltiplicativo è pari a 0,75.

Il formato foto 1/1

Un altro formato molto particolare è quello 1/1, presente principalmente nelle fotocamere Medioformato.

Tra quelli visti fino ad ora, rimane quello meno convenzionale e difficile da usare, soprattutto per chi è agli inizi della sua carriera fotografica.
Ricordati che la composizione di uno scatto con rapporto 1/1, non segue le principali leggi compositive (come quella dei terzi) ma predilige una certa dose di simmetria e armonia.
Il formato 1/1 è l'unico di forma quadrata e viene usato da molti fotografi nella creazione di ritratti per via del senso di equilibrio che riesce a regalare.

Formati foto 16/9 non è solo per videomakers

Il 16/9 è un formato fotografico di recente invenzione strettamente collegato con il mondo dei videomakers.
Nella fotografia viene utilizzato per dare maggior enfasi alle fotografie panoramiche mentre è estremamente sconsigliato per gli scatti verticali.
Il fattore moltiplicativo per trovare la corretta dimensione dei due lati di stampa questa volta è circa 1,8.

formati fotografici di stampa

Una panoramica della differente composizione che si ottiene usando formati foto differenti.

Quali formati foto utilizzare: conclusioni

Quelli che abbiamo appena analizzato sono i principali formati foto che userai per le tue stampe, non sono gli unici esistenti ma dopo aver capito come devi ragionare non dovresti avere più problemi.
Ricordati sempre che se vuoi una stampa che rispecchi le proporzioni originali di scatto, non potrai ritagliare l'immagine a caso ma dovrai fare dei calcoli con i coefficienti di moltiplicazione che abbiamo visto.

Affronteremo nuovamente questo discorso nel prossimo articolo dove parleremo di come stampare le tue fotografie online.
Ma se hai ancora qualche dubbio perché non lasci un commento?

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Scritto da:
Simone Scalise

Biologo marino di professione e fotografo per vocazione.
Da oltre vent'anni unisce il suo innato amore per la natura e per i viaggi, all'ardente passione fotografica che lo ha spinto a studiare ogni sfaccettatura che questa forma d'arte possiede.
Specializzato nella fotografia di paesaggio e in quella naturalistica, gira il Mondo alla ricerca dello scatto perfetto.

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Hai letto:
Quali formati foto utilizzare? Scoprilo leggendo la nostra speciale guida
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Quali formati foto utilizzare? Scoprilo leggendo la nostra speciale guida
Riassunto:
Formati foto di stampa o di registrazione? c'è una grande confusione sull'argomento perchè non ti schiarisci le idee
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Fotografare per Stupire
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  • Remo ha detto:

    Ciao Simone,
    una domanda da principiante…
    Che differenza c’è tra elaborare un immagine RAW ed elaborare un’immagine jpeg?
    Intendo dire che tutti i tool di fotoritocco consentono di regolare esposizione, contrasto, saturazione, etc. anche su jpeg, con ottimi risultati… allora perché ricorrere a un formato che necessità di più memoria e soprattutto di un passaggio aggiuntivo (più o meno laborioso)… qual’è il vero vantaggio? Spero di aver espresso il mio dubbio in maniera chiara…
    Ti ringrazio in anticipo per la tua disponibilità.
    Ciao
    Remo

    • Simone Scalise ha detto:

      Ciao Remo,
      hai perfettamente ragione, tutti i tool permettono di elaborare entrambi i formati.
      La differenza è nella qualità della post-produzione che puoi effettuare.

      Con il formato jpg per esempio, non puoi recuperare le alte luci e le ombre con l stessa qualità di un raw, anche il bilanciamento del bianco non è la stessa cosa.
      Inoltre il jpg perde di qualità ogni volta che viene elaborato, quindi la qualità dell’immagine viene via via deteriorata.
      Se hai a disposizione un programma di fotoritocco e entrambe le tipologie di file, fai delle prove e guarda tu stesso la differenza.

      Se poi non pensi di effettuare postproduzione e i tuoi scatti ti vanno bene già così come sono, il raw diventa effettivamente solo un peso.
      Dipende da quello che cerchi.
      Spero di esserti stato di aiuto.
      A presto
      Simone

  • Remo ha detto:

    Ciao Simone,
    un’altra domanda… tu sicuramente puoi aiutarmi…
    Se mi diverto ad elaborare le foto con photoshop, quale formato tipicamente è più opportuno utilizzare?
    Mi spiego meglio: photoshop rende al massimo lavorando su RAW oppure è opportuno “sviluppare” le immagini in qualche formato diverso da RAW (jpeg, tiff, etc.)?
    Ti ringrazio in anticipo per la disponibilità.
    Ciao

    • Simone Scalise ha detto:

      Ciao Remo,
      si secondo me il raw è il formato che ti permette la miglior gestione della post-produzione, quindi userei quello.
      A presto
      Simone

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