La strana storia di Vivian Maier, una Mary Poppins fotografa

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Nel nostro classico appuntamento dedicato ai grandi Maestri della fotografia, parleremo di una delle fotografe di street più famose del 900: Vivian Maier.
Probabilmente una delle figure più misteriose del mondo fotografico, che ha trascorso la sua vita lavorando come tata a: New York e Chicago.
Vivian non aveva una famiglia o amici e confidenti, di lei infatti si sa poco e niente, anzi le sue opere non sarebbero neanche state scoperte se non fosse stato per John Maloof ma di questo avremo modo di parlare all'interno dell'articolo.
Il lavoro fotografico di Vivian Maier non è quindi affascinante solo per il suo stile ma anche perché fornisce spunti di riflessione, su quella che deve essere stata una vita estremamente solitaria, piena di segreti e significati nascosti.
Prima di addentrarci nella vita di Vivian Maier permettimi di ricordarti il nostro canale YouTube, dove puoi trovare due nuovi video a settimana che spaziano tra la tecnica fotografica e il fotoritocco.
A tal proposito ecco il video dedicato a Vivian Maier dove potrai ammirare alcune delle sue opere.

I primi anni della fotografa Vivian Maier

Vivian Maier è nata il 1 Febbraio 1926 a New York. Suo padre Charles Maier, era un americano figlio di emigranti austriaci, mentre sua madre, Maria Jaussaud, era di origine francese ma si spostò con la famiglia in America dove conobbe il futuro padre di Vivian.
La relazione non durò molto, divorziarono quando Vivian aveva tre anni e fu affidata alla madre, si trasferirono momentaneamente da un'amica di lei Jeanne Bertrand una famosa fotografa ritrattista.
Questa figura probabilmente è stato molto importante per la nascita dell'amore per la fotografia in Vivian Maier e sua madre Maria.
Negli anni seguenti Vivian ha vissuto buona parte dell'adolescenza in Francia per poi tornare in America, sempre in compagnia di sua madre e sempre coltivando questo nuovo amore per la fotografia.
Nel 1949 Vivian entra nel mondo della fotografia utilizzando una Kodak Brownie box, una macchina fotografica amatoriale che però non soddisfa appieno le sue esigenze.
Così nel 1951 con il ricavato della vendita di una casa di proprietà in Francia, comprò una Rolleiflex professionale, iniziando un viaggio nel Nordamerica e stabilendosi definitivamente a Chicago nel 1956.

vivian maier fotografa

Vivian Maier e la sua Rolleiflex in uno dei suoi classici autoritratti.

Vivian Maier una Mary Poppins fotografa

Vivian iniziò a lavorare in giovane età come babysitter e questo fu l'unico vero lavoro della sua vita, un lavoro che ha svolto per la bellezza di quarant'anni. Ha lavorato in diverse famiglie e città come: Parigi, New York e soprattutto Chicago.
In questa città Vivian Maier ha stretto un legame molto forte con la famiglia Gensburg con la quale ha convissuto per diciassette anni in qualità di tata dei loro tre bambini: John, Lane e Matthew.
Il rapporto creatosi era così forte che questi tre ragazzi sono stati l'unico vero sostegno di Vivian Maier negli ultimi anni di vita, provvedendo anche economicamente quando ha avuto bisogno di cure.
La fotografia non è quindi mai stata un lavoro per Vivian Maier ma una vera e autentica passione.
Solitaria per natura ed eccentrica, con un mondo privato dentro di sé, la Maier ha vissuto la maggior parte della sua vita come una reclusa virtuale, quasi senza amici né famiglia.
Fu proprio a causa di questa sua enorme riservatezza che abbiamo seriamente rischiato che le sue opere non venissero rivelate.

vivian maier street
maier vivian

Chi ha scoperto Vivian Maier?

Alla fine degli anni novanta Vivian Maier visse una brutta crisi finanziaria, non potendosi permettere l'affitto sistemò tutte le sue cose in un deposito in attesa di tempi migliori che purtroppo non arrivarono.
Non riuscendo a pagare l'affitto del locale, a sua insaputa, due anni prima della morte si vide pignorare il contenuto dell'intero deposito, compreso l'enorme quantità di negativi in esso contenuti.
I 100000 negativi vennero divisi in lotti più piccoli e venduti a diversi acquirenti tra cui John Maloof.  Fu proprio quest'uomo il principale artefice della scoperta della fotografa Vivian Maier.
Dopo aver comprato i negativi John fece delle indagini sulla donna che aveva scattato quelle fotografie, raccogliendo molte delle informazioni scritte in questo articolo.
Contribuì inoltre alla ricostruzione del patrimonio artistico di Vivian Maier arrivando, con la fondazione dedicata a questa artista, a recuperare circa il 90% dei negativi, archiviati presso la New York Public Library.
Purtroppo John Maloof non riuscì mai a incontrare Vivian Maier che morì il 21 aprile 2009, all'inizio delle sue ricerche.

Vivian Maier e le sue fotografie

Le fotografie di Vivian Maier seppur recuperate sono caratterizzate da un certo alone di mistero.
Sono infatti state scattate senza alcuno scopo commerciale, con l'intenzione di non condividerle con nessuno, il che rende impossibile determinare l'intento del loro creatore.
Vivian trattava la sua fotografia come una sorta di progetto privato, non legato ad alcuna galleria o mostra pubblica, non intitolava i suoi scatti e spesso non li stampava neanche.
Le sue fotografie, soprattutto nei primi anni, sono un omaggio alla quotidianità di tutti i giorni: persone sorridenti o intente a dialogare, una fila di individui davanti a un negozio, i bambini che giocano in strada..
Non esiste una categoria di soggetti preferiti, Vivian Maier fotografava semplicemente la scena che in quel momento aveva catturato la sua attenzione.
La maggior parte delle sue immagini sono state realizzate nelle città dove ha lavorato come babysitter (Los Angeles, New York e Chicago), nelle vie che frequentava abitualmente oppure attraverso le finestre di casa. Questo fattore dimostra come non siano necessari lunghi viaggi per portare a casa un buon progetto fotografico.
Gli unici temi che sembrano ricorrenti in alcune sue immagini sono la sensibilità per le persone più disagiate che faticavano ad arrivare a fine mese, proprio come lei.

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Un esempio delle fotografie di Vivian Maier.

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Lo stile di Vivian Maier fotografa

Vivian Maier è sempre stata una fotografa autodidatta che sviluppò quindi uno stile molto personale, forte, emotivo e poco incline alle classiche regole tecniche.
Anche il modo di gestire l'inquadratura è un aspetto che varia molto nei suoi scatti.
In alcune immagini i soggetti inquadrati guardano in camera quasi a sottolineare il legame fra il fotografo e il soggetto.

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Mentre altre immagini presentano un punto di vista più basso quasi a simulare la ripresa fatta da un bambino. Questo risultato veniva facilmente raggiunto con la sua famosa Rolleiflex, un corpo macchina che solitamente viene tenuto sotto l'altezza del petto durante la ripresa.

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Sono numerosi anche gli autoritratti che ci ha lasciato questa artista, non i classici selfie attuali ma immagini in cui si fotografava riflessa in vetrine o specchi, caratterizzati dal fatto di non guardare mai direttamente in camera durante l'esecuzione.

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Vivian Maier fotografa: dal bianco e nero al colore

Anche se a volte ha fotografato utilizzando pellicole a colori, il lavoro della grande fotografa Vivian Maier è in gran parte in bianco e nero.
Questo fattore è sicuramente dovuto al periodo storico nel quale ha vissuto ma potrebbe essere stato scelto da questa artista per permettere allo spettatore di concentrarsi meglio sugli elementi formali di tono, forma e composizione.
Il suo passaggio alla fotografia a colori si ha dopo aver finito di lavorare a Chicago presso la famiglia Gensburg.
Per questa nuova avventura fotografica Vivian utilizza una fotocamera Leica fotografando principalmente su pellicola Kodak Ektachrome 35mm.
Questo passaggio di tonalità coincide anche con un altro cambiamento dello stile della Maier, che diventa piano piano più astratto sostituendo la figura umana con oggetti di vario tipo o graffiti.

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Un esempio dello cambio di stile fotografico di Vivian Maier

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Il mistero mai risolto della tata-fotografa Vivian Maier

Con questo ultimo paragrafo si conclude questo articolo dedicato alla fotografa Vivian Maier e alla sua enigmatica vita, un'esistenza piena di misteri alcuni dei quali non verranno mai svelati.
Per esempio uno dei più grandi è sicuramente quello legato allo sviluppo dei suoi molti negativi ritrovati.
Le stampe sono state fatte cercando di seguire i molti e dettagliati appunti lasciati da Vivian, cercando quindi di essere quanto più fedeli possibile alle sue idee.
Ma come avrebbe sviluppato e stampato lei queste immagini, nessuno lo potrà mai sapere.
Tutte le fotografie sono state prese dal sito ufficiale di Vivian Maier che puoi trovare a questo link.

Ultimo aggiornamento 2024-04-19 - Immagini da Amazon Product Advertising API

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