Il fotografo Brassaï: opere e stile fotografico del famoso occhio di Parigi 

brassai fotocamera

Nel nostro ormai consueto appuntamento sui grandi fotografi del passato parliamo di Brassaï nome d'arte del fotografo Gyula Halász.
Soprannominato "L'occhio di Parigi" per la predilezione di questa città e per il particolare modo in cui immortalava la vita dei parigini.
Brassaï ha fotografato praticamente tutti i livelli sociali di questa città: collezionisti di stracci, spazzini, prostitute, eleganti cantanti di jazz club, frequentatori dell'opera, lavoratori notturni..
Prima però di iniziare a parlare del fotografo Brassaï, permettimi di ricordarti il nostro canale YouTube dove puoi trovare due nuovi video a settimana che spaziano dalla fotografia al fotoritocco.
A tal proposito ecco il video dedicato a Gyula Halász.

I primi anni di vita del grande fotografo Brassaï

Brassaï nasce nel 1899 a Brasov in Ungheria.
Alla tenera età di tre anni si trasferì a Parigi, città che ha praticamente adottato questo grande fotografo ungherese.
Non è infatti un caso che questo grande artista sia famoso soprattutto per le immagini realizzate proprio nella capitale francese.
Brassaï ha fotografato praticamente ogni angolo di questa città: le chiese, i monumenti storici, i suoi parchi e cimiteri,.. Da molteplici prospettive, in tutte le stagioni e con tutte le condizioni atmosferiche.
Città che lasciò solo per un breve periodo (1920-1924) quando si trasferì a Berlino dove lavorò come fotografo freelance per le case editrici Ullstein e Scherl. Collaborando anche al Frankfurter Zeitung, un giornale molto letto da artisti e intellettuali.
A Berlino Halász fece amicizia con molti dei più importanti scrittori e artisti dell'epoca, tra cui Alfred Döblin, Walter Benjamin, Erwin Piscator.
Grazie al suo lavoro da giornalista viaggio tantissimo: Italia, Ungheria, Romania, Grecia, Turchia, Egitto, Palestina sono solo alcune delle sue tappe. Paesi dai quali collezionò: arte, libri e oggetti antichi. 

Brassai fotografo

Il famoso fotografo Brassaï

L'inizio della carriera fotografica di Brassaï 

Ma è una volta tornato a Parigi che iniziò la vera carriera fotografica di Brassaï.
Agli inizi della sua carriera si orientò sulla fotografia di ritratto ma Brassaï ha sperimentato diversi stili fotografici, fattore che  testimonia le grandi doti e la versatilità di questo artista.
Le sue fotografie vanno dallo still life al nudo artistico, fino alla documentazione dei dettagli più improbabili della vita cittadina come: graffiti scarabocchiati, cartelloni pubblicitari e murature fatiscenti.
L'attenzione al dettaglio di Brassai è un aspetto molto particolare del suo stile fotografico, visto che spesso tende ad estrapolarli dal loro contesto originario facendoli assumere un nuovo significato.
Tra i suoi ritratti sono invece famosi quelli fatti a: Dalí, Picasso e Matisse.
Ma la più grande passione fotografica di questo artista è senza ombra di dubbio la fotografia urbana notturna.
Immagini lunatiche ed espressionistiche in cui spesso non sono presenti figure umane ma grandi macchie di luce, che sembrano non avere contorni e che trasfigurano gli ambienti urbani deserti, a suggerire infiniti scenari immaginari come se nella foto ci fosse sempre un elemento mancante che sta negli occhi di chi guarda. 

brassai stile fotografico

Stile fotografico e prima fotocamera

La fotocamera preferita di Brassaï era una Voigtländer Bergheil 6,5x9 cm che solitamente abbinava con un robusto treppiede in legno.
Nella sua carriera ha anche usato altre fotocamere, come la Rollieflex.
Qualunque sia la fotocamera utilizzata quello che è inconfondibile è lo stile di questo grande artista.
Brassaï non era interessato a soggetti ovvi o a immagini perfette, si preoccupava piuttosto di trovare bellezza e poesia in ogni angolo della vita quotidiana.
Riusciva a trasformare gli oggetti ordinari in elementi poetici inquadrandoli in modo inaspettato, facendo giocare la luce e l'ombra con essi, o concentrandosi su qualche dettaglio nascosto che solo lui vedeva.
Ha usato la sua fotocamera per raccontare con spontaneità il lato invisibile del comportamento umano: dalle relazioni illecite alle attività criminali, dai vagabondi ai lavoratori che ritornano a casa dai loro lunghi turni notturni.
Brassaï era, nelle parole dello storico della fotografia Christian Bouqueret, il fotografo "di un nuovo mondo", quell'essere, un mondo "dove la notte non è più notte e dove la luce esplode brutalmente e rumorosamente [...] rendendo le cose visibili dove prima c'era solo speculazione". 

Paris by Night, Brassaï 

Brassaï era un classico viaggiatore, curioso e socievole, amava conoscere nuove persone e dialogare con loro.
Questo fattore ha sicuramente giocato un ruolo importante nella realizzazione delle sue opere, come nella realizzazione della epica serie fotografica "Paris by Night".
Nel corso delle sue passeggiate notturne fece infatti amicizia con: prostitute, malviventi, lavoratori e semplici passanti, che gli consentirono di fotografare liberamente in mezzo a loro.
Diventò anche un "grande amico" delle ronde notturne, visto che a quei tempi non era per niente comune vedere una persona a fotografare la notte.

brassai biografia

Oltre al grande aspetto comunicativo di questa serie fotografica, "Paris by Nightè anche stato un risultato tecnico veramente notevole viste le attrezzature a disposizione.
In quegli anni infatti solo pochi intraprendenti fotografi avevano deciso di provare questa delicata sfida.
Uno di questi è stato (non a caso) il suo mentore André Kertész noto fotografo ungherese, famoso anche per una sua fotografia alla Senna con una lunga esposizione di mezz'ora.
Se vuoi approfondire la conoscenza di questo artista puoi leggere questo nostro articolo dedicato a lui.

Gli scatti notturni e le lunghe esposizioni

L'aspetto sicuramente più difficile della fotografia notturna era fotografare con la luce dei lampioni presenti in scena.
Brassai non era soddisfatto degli aloni e del contrasto a suo avviso troppo netto, esistente tra il bianco delle luci e il nero dell'oscurità.
Ha iniziato così a fotografare cercando che la luce non fosse così forte e diretta ma molto più soffusa.
Per raggiungere il suo scopo ha utilizzato, quando possibile, degli elementi presenti in scena come: muri, alberi,.. per mascherare così i lampioni riducendo l'intensità luminosa.
Ha inoltre presto capito che fotografare con una leggera nebbia avrebbe assorbito o riflesso la luce e attenuato i contrasti eccessivi. Brassaï era quindi un fotografo estremamente curioso, che amava sperimentare cercando per tentativi l'esposizione perfetta per le sue composizioni.
Per esempio per illuminare gli angoli bui della notte parigina, ha utilizzato un'illuminazione dura e diretta con flash e polveri.
Sebbene apparentemente innaturale nelle ambientazioni, Brassaï lo considerava reale, crudo e uno strumento per catturare accuratamente la verità.
Un'altra leggenda che avvolge il mito di questo fotografo è il suo particolare modo di tenere il tempo delle sue amate lunghe esposizioni.
Si narra infatti che in questi frangenti calcolasse l'apertura dell'otturatore in base al numero e al tipo di sigarette fumate.

Brassaï

Gli ultimi anni di vita di Brassaï

Con la pubblicazione di Paris de nuit il nome "Brassaï" è diventato ovviamente molto più conosciuto e presto si è mescolato all'alta società, fotografando intellettuali, politici e ricchi.
Questa nuova fama rafforzò anche il suo prestigio con la ristretta cerchia di amici del caffè, tra cui: Salvador Dalí e Pablo Picasso.
Diventò un frequente collaboratore di Harper’s Bazaar e nel 1968 il Museum of Modern Art di New York dedica al fotografo una retrospettiva, riconoscimento fondamentale per la sua carriera.
Morì nel 1984, non senza prima aver dato un contributo fondamentale all'intero panorama fotografico.

brassai parigi

I libri del grande fotografo Brassaï 

Brassai: Paris Nocturne
13 Recensioni
Brassai: Paris Nocturne
  • Aubenas, Sylvie (Autore)
Offerta
Brassai, pour l'amour de Paris
33 Recensioni
Brassai, pour l'amour de Paris
  • Agnès de Gouvion Saint-Cyr (Autore)
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Brassai in America, 1957
16 Recensioni
Brassai in America, 1957
  • Saint-Cyr, Agnes De Gouvion (Autore)
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Brassaï
32 Recensioni
Brassaï
  • Galassi, Peter (Autore)
Paris des rêves
29 Recensioni
Paris des rêves
  • Bidermanas, Izis (Autore)

Le migliori frasi di Brassaï 

"Ho bisogno che il soggetto sia il più consapevole possibile che sta partecipando a un evento... ho bisogno della sua partecipazione attiva..."
"Io non invento nulla, immagino tutto."
"Per me la fotografia deve suggerire, non insistere o spiegare"
"La cosa magnifica della fotografia è che può produrre immagini che incitano emozioni basate solo sull'argomento."
"Nella fotografia non puoi mai esprimerti direttamente, solo attraverso l'ottica, il processo fisico e chimico."
"Per me la fotografia deve suggerire, non insistere o spiegare."
"non invento niente Immagino tutto... il più delle volte, ho tratto le mie immagini dalla vita quotidiana che mi circonda. Penso che sia catturando la realtà nel modo più umile, sincero e quotidiano possibile, che posso penetrare nello straordinario."
"Fondamentalmente, il mio lavoro è stato un lungo reportage sulla vita umana."

Brassai maestri della fotografia

"Due sono i doni di cui ogni uomo di immagini ha bisogno per essere un vero creatore: una certa sensibilità per la vita, per gli esseri viventi e, allo stesso tempo, per l'arte che gli permetterà di catturare quella vita in un certo modo specifico. Non parlo di pura estetica..."
"André Kertész ha due qualità essenziali per un grande fotografo: un'insaziabile curiosità per il mondo, per le persone e per la vita, e un preciso senso della forma."
"La mia ambizione è sempre stata quella di mostrare la città di tutti i giorni come se la scoprissimo per la prima volta."
"Come fotografo, non mi sono mai limitato a un soggetto particolare. Ho fotografato qualunque cosa accadesse per attirare la mia attenzione: volti, scene di strada, paesaggi o uno qualsiasi dei migliaia di eventi casuali della vita quotidiana. L'arte e gli artisti facevano parte della mia vita quotidiana a Parigi."
"Le mie immagini erano surreali semplicemente nel senso che la mia visione metteva in risalto la dimensione fantastica della realtà. Il mio unico scopo era esprimere la realtà, perché non c'è niente di più surreale della realtà stessa. Se la realtà non riesce a riempirci di meraviglia, è perché abbiamo preso l'abitudine di vederla come ordinaria."
"In assenza di un soggetto con cui sei appassionatamente coinvolto, e senza l'eccitazione che ti spinge a coglierlo ed esaurirlo, puoi scattare delle belle foto, ma non un'opera fotografica."

Ultimo aggiornamento 2024-04-19 - Immagini da Amazon Product Advertising API

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