Il famoso fotografo francese Henri Cartier Bresson

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Henri Cartier-Bresson è stato un fotografo e regista francese noto come pioniere della street photography, le sue affascinanti opere in bianco e nero sono tra le immagini più iconiche del XX secolo.
Aveva un'abilità naturale nel catturare i suoi soggetti senza che se ne accorgessero, il che si traduceva in immagini non solo belle, ma anche rivelatrici.
Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, da Mosca e Tokyo a Londra, New York e Parigi, si può dire che Henri Cartier-Bresson sia uno dei fotografi più influenti del XX secolo.
Non perdiamoci quindi in troppi preamboli e andiamo a scoprire la vita e le migliori opere di questo Maestro della fotografia.
Prima di iniziare permettimi solo di ricordarti il nostro canale YouTube, dove puoi trovare due nuovi video alla settimana che spaziano dalla fotografia al fotoritocco.

Dove è nato Henri Cartier Bresson: i primi anni di vita

Nato nel 1908 a Chanteloup-en-Brie in Francia, Henri Cartier-Bresson è cresciuto in una famiglia borghese parigina che lavorava nel campo tessile.
La sua infanzia è stata ricca di influenze culturali, visto che sua madre Marthe Leverdier  ha condiviso con lui molte sue passioni, come quella per l'arte moderna e il jazz.
Con lei amava andare ai concerti e perdersi nei musei cittadini, tra cui il Louvre, che divenne per lui una grande fonte di ispirazione. Trascorreva inoltre molto tempo nella biblioteca di famiglia, leggendo un'ampia varietà di libri di arte, musica e filosofia.

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Il famoso fotografo francese Henri Cartier-Bresson.

La prima e unica macchina fotografica di Henri Cartier-Bresson

Da adolescente si interessa alle arti, in particolare: alla pittura, alla poesia, alla musica e trascorre molto del suo tempo libero nei musei.
Il suo amore per la pittura, condiviso e sostenuto dallo zio, lo porta a stretto contatto con ambienti a lui perlopiù sconosciuti come quelli del surrealismo.
L'amore per la pittura ha portato anche altre piacevoli conseguenze alla sua vita come: la padronanza delle regole della prospettiva o il rigore formale e visivo.
L'amore per la fotografia nasce dopo il 1932, dopo aver trascorso un anno in Costa d'Avorio e con l'acquisto della sua prima fotocamera, una Leica con obiettivo da 50mm, corpo macchina che non lascerà per tutta la sua carriera fotografica.
Da quel momento Cartier-Bresson si dedica a tempo pieno alla fotografia, eccetto una breve parentesi dal 1935 al 1937 dove decide di abbandonare la sua carriera per il cinema.
Si appassiona in particolare ai film documentario e per un paio di anni affianca Jean Renoir nella regia.

Bresson, la nascita dell'agenzia Magnum e i campi nazisti

Nel corso degli anni Henri Cartier Bresson ha lavorato con molti illustri fotografi ma le collaborazioni forse più importanti sono state al fianco dei grandi nomi del fotogiornalismo, come il polacco David Seymour e l’ungherese Robert Capa.
Proprio da questa amicizia nel 1947 nacque la famosa agenzia cooperativa Magnum Photos con: Robert Capa, George Rodger, David "Chim" Seymour e William Vandivert.
Agenzia che ha fatto letteralmente la storia del fotogiornalismo e che con le sue immagini ha documentato le principali guerre dell'ultimo secolo.
Negli anni successivi Cartier-Bresson non ha praticamente mai smesso di viaggiare realizzando reportage in: Africa, Europa e Messico. Durante la seconda Guerra mondiale fu anche catturato dai nazisti nel 1940 perché parte della resistenza francese e trascorse tre anni in un campo di prigionia.
Riuscì a scappare nel 1943 dopo due tentativi di fuga falliti, tornò successivamente in Germania per immortalare la liberazione di prigionieri e deportati.
Nel 1945 fotografa la liberazione di Parigi con un gruppo di giornalisti professionisti e poi gira il documentario Le Retour (Il ritorno).
Nel 1948 ha fotografato il Mahatma Gandhi poche ore prima di essere assassinato.
Mentre nel 1954 fu il primo fotografo occidentale invitato in Unione Sovietica a registrare la vita di Joseph Stalin.

Cartier Bresson

Una delle ultime immagini del Mahatma Gandhi  in vita, fatta da Cartier Bresson.

Gli ultimi anni di vita del famoso fotografo francese Cartier Bresson

Dal 1968 inizia a ridurre le sue attività fotografiche, preferendo concentrarsi sul disegno e sulla pittura.
Nel 2003, con la moglie e la figlia, ha creato a Parigi la Fondation Henri Cartier-Bresson per la conservazione della sua opera.
Morì nella sua casa in Provenza il 3 agosto 2004 all'età di 95 anni.
Le opere di Cartier-Bresson sono state pubblicate su riviste come "Vogue", "Harper's Bazaar" e "L'Humanité".
Oggi le opere dell'artista sono conservate nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York, del Tel Aviv Museum of Art, della National Gallery of Canada di Ottawa e il Los Angeles County Museum of Art, tra gli altri.
È stato anche il fondatore del gruppo di fotografia creativa "The Cartier-Bresson Collective", che ha sviluppato idee nel campo del fotogiornalismo.

Lo stile fotografico di Henri Cartier Bresson

L'approccio artistico e giornalistico di Cartier-Bresson alla fotografia rappresentò un grande salto rispetto alla tradizione dei ritratti in bianco e nero accuratamente messi in posa.
Scattando foto candide di persone in situazioni quotidiane, ha portato un nuovo approccio al foto giornalismo.
Calmo e perspicace, Cartier-Bresson trovava sempre la composizione perfetta e aspettava che un ignaro attore comparisse in scena.
Questo Maestro desiderava così tanto rimanere un testimone silenzioso, e persino invisibile, che copriva le parti cromate luminose della sua macchina fotografica con nastro nero per renderla meno visibile, arrivando a volte a nascondere la macchina fotografica sotto un fazzoletto. 

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L'opera The Decisive Moment di  Henri Cartier Bresson

L'artista è molto conosciuto anche per il libro del 1952 The Decisive Moment, originariamente intitolato Images à la Sauvette.
126 immagini catturate durante i viaggi in Cina, India ed Europa che dimostrano l'amore di Cartier-Bresson per la geometria e la composizione.
Ha un innegabile talento nell'inquadrare il movimento all'interno delle linee e delle ombre dell'ambiente costruito, trasmettendo messaggi sociali, politici e ironici.
A tal proposito ecco una frase secondo molto significativa del pensiero artistico di Cartier-Bresson "Scattare una fotografia significa riconoscere, simultaneamente e in una frazione di secondo‚ sia il fatto stesso che la rigorosa organizzazione delle forme visivamente percepite che gli conferiscono un significato"

Le foto famose di Henri Cartier Bresson

Place de l'Europe è una delle fotografie più famose di Cartier-Bresson.
L'immagine raffigura un uomo che salta allegramente su un'area allagata a Parigi, cattura una sorta di anticipazione dinamica del momento, cogliendo l'attimo prima che il tallone dell'uomo colpisca l'acqua.
A condire la percezione dell'attimo, un cartellone pubblicitario raffigurante una ballerina nell'atto del salto e un gioco di linee e ombre assolutamente magistrale.
Place de l'Europe è inoltre una delle poche fotografie che Cartier-Bresson abbia mai scelto di ritagliare.

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Henri Cartier-Bresson Place de l'Europe (1932)

Hyères di  Henri Cartier Bresson

Un altro capolavoro di questo fotografo è sicuramente Hyères, in Francia.
Quest'immagine che ritrae un ragazzo in bicicletta è sicuramente una delle fotografie più iconiche di questo artista.
Una fotografia per la quale si sono spese mille parole per la sua perfezione geometrica ma che rappresenta appieno lo stile di questo maestro di Street. Quel suo nascondersi e rendersi invisibile anche rimanendo per ore fermo su una scalinata da cui poteva vedere solo una piccola svolta della strada. 

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 Hyères, 1932 di Henri Cartier-Bresson

Henri Cartier-Bresson Siviglia, Spain 1933

Un altro grande esempio del mimetismo di questo artista e della spontaneità delle sue immagini.
Questa fotografia realizzata a Siviglia è un capolavoro di composizione e prosegue quel senso di nascondersi tanto caro a questo fotografo. I bordi irregolari del muro danneggiato offrono una cornice da attraversare, come a invitare lo spettatore a guardare senza essere scoperto.

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Henri Cartier-Bresson Siviglia, Spain 1933

Shanghai, 1949 di Henri Cartier Bresson

Quest'immagine è frutto di un servizio che la rivista Life aveva affidato a Cartier-Bresson in Cina nel 1949.
Un viaggio per documentare i disordini seguiti alla transizione politica dal Partito nazionale cinese, Kuomintang, al governo comunista sotto Mao Zedong e l'Esercito popolare di liberazione.
Un'immagine inquietante in cui puoi quasi sentire il senso di disperazione e claustrofobia.
Una fotografia ancora più toccante se si pensa che poco dopo lo scatto morirono una decina di persone per la troppa ressa.

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Shanghai Cina, Cartier Bresson

Léonor Fini et André Pieyre de Mandiargues, Italie

Una delle immagini surrealiste di Cartier-Bresson, corrente di pensiero che in parte ebbe un'influenza sul suo stile artistico.
Rappresenta anche una delle poche fotografie in cui i soggetti non sono ripresi a loro insaputa ma in posa, lo scrittore André Pieyre de Mandiargues e Léonor Fini.

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Léonor Fini et André Pieyre de Mandiargues, Italie di Henri Cartier Bresson.

Henri Cartier-Bresson, Place de la Bastille, Paris, 1953

Uno dei tanti scatti realizzati nella sua amata Parigi, non molto tempo dopo il ritorno da alcuni anni passati in Asia.
Al di là dello splendido attimo ripreso con questo zampillo di fiamme che sgorga dalle labbra del protagonista, è da notare il braccio dello sputa fuoco perfettamente allineato con quello dell'angelo appollaiato in cima alla colonna di pietra.

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Henri Cartier-Bresson, Place de la Bastille, Paris, 1953

Liberation of Paris, 25 August 1944

Una fotografia realizzata durante la liberazione di Parigi il 25 agosto 1944, dopo essere stato detenuto nei campi concentramento nazisti per tre lunghi anni.
Un'immagine insolita per lo stile di Cartier-Bresson ma che l'autore ha voluto immortalare come scenario della fine di un lungo incubo.

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Henri Cartier-Bresson Paris. 22-25th August. 1944. © Henri Cartier-Bresson | Magnum Photos

Henri Cartier Bresson: libri

In questo paragrafo una piccola raccolta dei migliori libri di Henri Cartier-Bresson.

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"È un'illusione che le foto siano fatte con la fotocamera... siano fatte con l'occhio, il cuore e la testa."
“Fotografare: è mettere sulla stessa linea di vista la testa, l'occhio e il cuore”.
"Le tue prime 10.000 fotografie sono le peggiori."
“Una fotografia non viene né scattata né sequestrata con la forza. Si offre. È la foto che ti prende. Non si devono fare foto”.
"Di tutti i mezzi di espressione, la fotografia è l'unico che fissa un momento preciso nel tempo."
"L'immagine è buona o meno dal momento in cui è stata catturata nella fotocamera."
"L'atto creativo dura solo un breve momento, un fulmineo istante di dare e avere, giusto il tempo necessario per livellare la telecamera e intrappolare la fugace preda nella tua piccola scatola."
“Per me la fotografia è il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento”.
“La fotografia è, per me, un impulso spontaneo proveniente da un occhio sempre attento che cattura l'attimo e la sua eternità.”
"Il tuo occhio deve vedere una composizione o un'espressione che la vita stessa ti offre, e devi sapere con l'intuizione quando fare clic sulla fotocamera."

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“Per me la macchina fotografica è un quaderno di schizzi, uno strumento di intuizione e spontaneità”.
"Soprattutto desideravo cogliere l'intera essenza, nei confini di una singola fotografia, di una situazione che stava per svolgersi davanti ai miei occhi".
“La memoria è molto importante, il ricordo di ogni foto scattata, che scorre alla stessa velocità dell'evento. Durante il lavoro devi essere sicuro di non aver lasciato nessun buco, di aver catturato tutto, perché dopo sarà troppo tardi”.
"I fotografi si occupano di cose che svaniscono continuamente e quando sono svanite non c'è nessun espediente sulla terra che possa farle tornare di nuovo."
“Questo riconoscimento, nella vita reale, di un ritmo di superfici, linee e valori è per me l'essenza della fotografia; la composizione dovrebbe essere una costante di preoccupazione, essendo una coalizione simultanea – una coordinazione organica di elementi visivi”.
“La realtà ci offre una tale ricchezza che dobbiamo eliminarne un po' sul posto, semplificare. La domanda è: tagliamo sempre ciò che dovremmo?"
"Mentre lavoriamo, dobbiamo essere consapevoli di ciò che stiamo facendo".

Vita e opere di Henri Cartier-Bresson: conclusioni

Oggi abbiamo approfondito la conoscenza di Henri Cartier-Bresson uno dei fotografi più famosi del XX secolo.
Un fotografo che è stato un vero autentico pioniere del foto giornalismo e che ha documentato con il suo inconfondibile stile la nostra storia recente.
Le sue fotografie sono oggi esposte nei musei di tutto il mondo e sono diventate una grande fonte di ispirazione per tutti noi.

Ultimo aggiornamento 2024-04-19 - Immagini da Amazon Product Advertising API

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