Cinque fotografe giapponesi da cui prendere la giusta ispirazione

fotografa giapponese new york
Continuiamo la nostra panoramica sui migliori artisti (contemporanei e non) trasferendoci in oriente, nell'articolo di oggi parleremo infatti di alcune fotografe giapponesi che personalmente ammiro per il loro modo di pensare la fotografia.

Stili fotografici molto particolari per la grande inventiva nei progetti creati e per il tripudio di colori che si respira in questi scatti.
Ma come al solito non ti voglio anticipare nulla, quindi entriamo subito nel vivo dell'articolo e scopriamo la tua fotografa giapponese preferita.

La fotografa giapponese Yuki Onodera

La prima fotografa giapponese di cui ti voglio parlare si chiama Yuki Onodera.

Una fotografa nata a Tokyo nel 1962 ma che ha praticamente sviluppato la sua carriera in Francia, dove vive dal 1993 anno in cui ha fondato il suo studio fotografico iniziando a farsi conoscere a livello internazionale.

Le sue immagini sono ormai presenti in rinomate gallerie d'arte come: quelle del Centre Georges Pompidou, del Museo di Arte Moderna di San Francisco, del J. Paul Getty Museum, del Museo d'arte di Shanghai e del Museo metropolitano di fotografia di Tokyo.
Le sue mostre più famose sono quelle tenute: al National Museum of Art, Osaka (2005), Shanghai Art Museum (2006), The Tokyo Metropolitan Museum of Photography (2010), The Museum of Photography, Seoul (2010) e Musée Nicéphore Niépce, Francia (2011).

fotografa giapponese onodera

La fotografa giapponese Yuki Onodera.

Uno dei motivi principali del successo di questa fotografa giapponese è sicuramente il suo particolare stile fotografico, frutto della sua continua voglia di sperimentare ed apprendere.

Onodera usa infatti ogni metodo possibile per realizzare le sue opere e in ogni suo progetto traspare questa suo originalità.

Per esempio nel progetto intitolato "Camera" sviluppato nel 1997, per ottenere delle immagini di sicuro effetto ha fotografato ogni scena con l'ausilio di due fotocamere poste una di fronte all'altra.
Uno dei due corpi macchina era senza pellicola e aveva la duplice funzione di essere il soggetto dello scatto e di attivare il flash in contemporanea allo scatto fatto dall'altra fotocamera.

yuki onodera camera

Uno degli scatti della serie "Camera".

Un altro esempio della particolare tecnica di questa fotografa giapponese è la serie fotografica intitolata "12 Speed", dove l'intero progetto fotografico sembra costituito da fotografie praticamente identiche.

Lo scopo di questa serie è infatti la visione globale delle immagini e il porre l'accento sulla relatività della fotografia.
Tutte gli scatti differiscono infatti solo per l'orientamento dello specchio posto al centro della tavola.
Questo specchio riflette parti della foresta di Fontainebleau e solo guardando l'intera serie si capisce dove è stato allestito il set fotografico.

Questi sono solo due esempi del genio di questa fotografa giapponese che è anche per la particolare realizzazione di stampe alte due metri in camera oscura,  o anche per dipingere direttamente sulle sue fotografie.

onodera yuki fotografa giapponese

Uno scatto del progetto appena analizzato in cui è chiaramente visibile lo specchio, fulcro di questa serie.

La fotografa giapponese Yuki Onodera: risorse utili

Yuki Onodera: libri

La fotografa giapponese Tomoko Sawada

È una giovane fotografa giapponese nata nel 1977 nella città diKobe dove ancora attualmente vive.
Sawada ha due lauree una ottenuta nel 1998 in Media Design e una in fotografia conseguita nel 2000 presso la Seian University of Art and Design di Otsu in Giappone.
La fama di questa fotografa giapponese ha ormai raggiunto livelli internazionali le sue opere sono state infatti incluse in importanti mostre collettive in Giappone, Europa e Stati Uniti.
La sua prima mostra personale è stata nel 1997 alla Japan’s Gallery Chat.
Nel 2004 è riuscita a vincere il prestigioso Kimura Ihei Memorial Photography Award per Young Japanese Photographer e l’International Center of Photography Infinity Award nella categoria Young Photographer. 

fotografa giapponese Sawada

La fotografa giapponese Tomoko sawada.

Anche questa fotografa giapponese  ha uno stile molto particolare e un suo modo assolutamente originale di vedere e raccontare la fotografia.
Tomoko Sawada è infatti sia la fotografa che il soggetto principale di tutti i suoi scatti ma non è solo questo.
La sua più grande peculiarità è infatti quella di essere un'abile trasformista, capace di cambiare aspetto come un camaleonte ad ogni scatto.
Tutte le sue fotografie fanno infatti parte di serie a tema in cui si serve di bravissimi truccatori e di azzeccati costumi per alterare in maniera più che evidente la sua vera identità.
Uno dei principali scopi del suo lavoro è quello di attirare l'attenzione sull'identità umana e sul concetto di stereotipo in particolare di quelli presenti nella cultura giapponese. particolare l’assegnazione dell’identità asiatica basata su caratteristiche fisiche.

tomoko sawada fotografa giapponese

Una delle serie più famose realizzate da questa fotografa giapponese è sicuramente quella sviluppata tra gli anni 1998 e il 2001, intitolata “ID400“.
Questo progetto è stato interamente realizzato in una cabina pubblica al di fuori di una stazione ferroviaria di Kobe e consiste in 400 immagini raffiguranti Tomoko.
Tutti gli scatti sono auto-ritratti in un formato che ricorda tantissimo quello che abitualmente utilizziamo per i nostri documenti d'identità.
E come ti avevo anticipato, per ogni scatto Tomoko si è immedesimata nel personaggio cambiando ogni volta: trucco, vestiti, smorfie e addirittura il peso.
Creando così un mosaico di identità che rappresentano le diverse culture e classi sociali presenti in oriente.
Nelle immagini sottostanti puoi ammirare una piccola parte di questo progetto.

tomolo sawada id400
fotografa giapponese sawada tomoko

La fotografa giapponese Tomoko Sawada: risorse utili

La fotografa giapponese Tomoko Sawada: libri

La fotografa giapponese Mika Ninagawa

La terza fotografa giapponese di cui parleremo si chiama Mika Ninagawa nata il 18 ottobre 1972 a Tokio.
Ninagawa è figlia del famoso regista teatrale Yukio Ninagawa, al quale probabilmente si deve la poliedricità di questa donna che non è solo fotografa ma anche regista e graphic design.
È stata per esempio responsabile della regia e della creazione del video musicale giapponese di Alicia Keys "Girl on Fire" del 2013 e della serie TV presente su Netflix nel 2020 intitolata Followers
È inoltre organizzatrice di eventi, nel 2014 è stata nominata membro del consiglio esecutivo del Comitato Organizzatore di Tokyo per i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2020. 

fotografa giapponese Ninagawa

La fotografa giapponese Mika Ninagawa.

Per quanto riguarda il campo fotografico ha iniziato a farsi conoscere in patria verso la fine degli anni '90 come parte del movimento giapponese "Girly Photo" (in cui i dilettanti scattano foto di oggetti quotidiani).
Il suo lavoro è stato esposto per la prima volta al di fuori del Giappone nel 1997 presso il concept store parigino Colette e nel 2001 ha ricevuto il 26 ° Kimura Ihei Award che rappresenta il premio fotografico più prestigioso del Giappone.
Lavora attivamente per riviste del calibro di Vogue e Harper's Bazaar per i quali scrive editoriali sulle ultime tendenze di moda presenti in Giappone.

fotografi giapponesi

Il suo stile fotografico è fortemente distintivo, caratterizzato da colori molto saturi e fortemente contrastanti con delle inquadrature che ricordano molto l'ambiente cinematografico.
I soggetti preferiti nei suoi scatti sono molto vari e includono: nature morte, pesci rossi, animali e paesaggi, anche se forse è meglio conosciuta per le sue rappresentazioni iconiche di fiori.
Le sue opere cercano di esplorare svariati temi: da quelli presenti nella cultura giovanile giapponese,  all'effetto della luce sul colore fino a svelare il lato oscuro dell'erotismo.

fotografa giapponese Mika Ninagawa

La fotografa giapponese Mika Ninagawa: risorse utili

Mika Ninagawa: libri

La fotografa giapponese Yurie Nagashima

Un'altra fotografa giapponese molto famosa si chiama Yurie Nagashima.
Un'artista che già giovanissima è diventata popolare in Giappone dopo aver ricevuto il premio Urbanart nel 1993, un concorso fotografico a cadenza annuale che si svolge nel Parco Gallery di Tokyo.
Nel progetto vincitore una serie fotografica di nudo che vedeva come soggetti principali, se stessa e la sua famiglia.
Questo premio è stato vinto quando Nagashima era ancora una studentessa alla Musashino Art University di Tokyo, dove si è laureata nel 1995 in design della comunicazione visiva. 

fotografa giapponese Nagashima

Subito dopo la laurea Nagashima ha tenuto una mostra in compagnia di un'altra fotografa americana Catherine Opie.
Rappresenta una tappa importante nella vita di questa fotografa giapponese, visto che successivamente a questo incontro decide di intraprendere un nuovo percorso presso il California Institute of the Arts.
Nagashima ha pubblicato numerose importanti monografie fotografiche, i cui temi principali trattano argomenti molto vari e di attualità come quello: della famiglia, dell'identità o della sessualità. 

La fotografa giapponese Hiromix

Hiromi Toshikawa meglio conosciuta come Hiromix, è una fotografa giapponese contemporanea nata nel 1976.
Si tratta di un'artista molto poliedrica impegnata nell'ambito musicale sia come editorialista per Rockin 'On Japan, (una rivista musicale giapponese dove le sue foto appaiono regolarmente) sia in veste di dj.
Attiva anche in ambito cinematografico è apparsa brevemente in uno spot televisivo per una fragranza di Yves Saint Laurent chiamata Jazz, e nel film del 2003 Lost in Translation diretto da Sofia Coppola. 

 Hiromix e la fotografia

Per quanto riguarda il campo fotografico nel 1995 ha ricevuto un premio d'eccellenza all'undicesima edizione del New Cosmos of Photography e vinto il Gran Premio alla quarta mostra di New Cosmos of Photography

Nel 1996, questa fotografa giapponese ha pubblicato il suo primo libro Girls Blue che ha venduto 30.000 copie, un evento raro nel mondo della fotografia artistica.
Nel 1997 in concomitanza con l'uscita del progetto "Light and Japanese Beauty" tiene mostre fotografiche simultanee alla Parco Gallery di Tokyo e a Parigi.
Il 1999 è probabilmente l'anno della consacrazione internazionale per questa giovane fotografa giapponese, con la raccolta di foto intitolata "Hiromix" un progetto curato dal critico di fotografia francese Patrick Remy e pubblicato da Steidl nel 1998 in ben  32 paesi.
Nello stesso anno ha anche vinto il prestigioso Kodak Photo Prize.

Nel 2001 ha vinto il 26 ° Kimura Ihei Award
Mentre nel 2003 è sta elezionata come una delle "50 donne creatrici leader del mondo" in un numero speciale della rivista francese Liberation
E nel 2005 come uno dei "100 giapponesi di fama mondiale" nell'edizione giapponese di Newsweek

fotografa giapponese hiromix

Tra le principali mostre personali di questa fotografa giapponese sono da segnalare quelle del:

  • 1996 alla Deep Gallery, Tokyo
  • 1997 nel Parco Gallery, Tokyo
  • 1997  a Parigi
  • 1999 a Londra
  • 2002 a Nagoya

La fotografa giapponese Hiromix: risorse utili

Il progetto "Seventeen girls day"

Il suo blog personale

Approfondimento in inglese

Un video con alcune immagini di questa fotografa giapponese

La fotografa giapponese Hiromix: libri

Quale fotografa giapponese preferisci: conclusioni

Con questo ultimo paragrafo si conclude questo articolo dedicato alle fotografe giapponesi che personalmente preferisco, ovviamente in Giappone ci sono molti fotografi e fotografe di fama internazionale quindi nei prossimi mesi potrei creare un articolo su questo tema.
Che dici potrebbe interessarti?

Ti ricordo che questa pagina è inclusa in una serie di articoli dedicati ai fotografi che hanno fatto la storia di questa disciplina, per approfondire altri artisti ti basterà cliccare sul link precedente e scegliere il post che più ti ispira.
Se hai qualcosa da aggiungere per rendere questo articolo ancora più completo puoi farlo attraverso la sezione commenti.

Ultimo aggiornamento 2021-06-19 - Immagini da Amazon Product Advertising API

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